Ep.469, 20 Gennaio. Addio a Valentino, L’inviata di Quartiere, Adolescenti: questi Alieni!

  • By Alice Lombardo
  • Aired on 20 Gennaio 2026
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Ep.469, 20 Gennaio. Addio a Valentino, L'inviata di Quartiere, Adolescenti: questi Alieni!
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Goodmorning amici di GoodMorning Milano!!!

Come è iniziata la settimana?
Qui in studio tutto bene!
Oggi Fabio inizia la puntata con un triste annuncio: è morto all’età di 93 anni, lo stilista Valentino Garavani, l’ultimo “imperatore” della moda.
Il 20 gennaio è anche il 106° anniversario della nascita del regista visionario per eccellenza: Federico Fellini.

Come ogni martedì ci colleghiamo con la nostra inviata di quartiere Giuseppina che oggi ci propone diverse attività:


Iniziamo con la premiazione dell’annuale Concorso Presepi alle ore 17.30 presso la sala Consiliare “Guido Galli” del Municipio 3.


Proseguiamo l’elenco con un costum Lab alla Casa di quartiere Valvassori Peroni, un laboratorio gratuito per ragazzi 14-18 anni. Un’ esperienza pensata per far divertire i ragazzi e sfruttare i vestiti e gli accessori che già si hanno ma che non si mettono più. Bisogna presentarsi con dei vestiti o accessori vecchi e immergersi nel laboratorio per ricreare degli abiti unici!


Giuseppina ci spiega che dal 21 al 31 gennaio ci sarà la Settimana dell’Educazione, un tempo dedicato a fermarsi, riflettere e confrontarsi sul valore educativo dei gesti e delle parole che abitano la nostra quotidianità. Il tema di quest’anno sarà:  “Gesti e parole che…”, una serie di appuntamenti con l’obiettivo di aiutarci a leggere il mondo che viviamo con uno sguardo più attento e consapevole, soprattutto verso i più giovani.



Infine, Oggi abbiamo ospitato in studio Laura Pigozzi, psicoanalista e psicologa da sempre attenta alle questioni familiari.
La psicologa ci ha parlato del ciclo Adolescenti: questi alieni, un percorso di approfondimento dedicato al mondo adolescenziale e alle sue complessità. All’interno di questa rassegna curerà l’incontro intitolato “Smetto quando voglio”, dedicato al fenomeno della dipendenza tra i più giovani, con l’obiettivo di offrire strumenti di comprensione e riflessione a genitori e adulti di riferimento.

L’incontro con l’adolescente, spiega Pigozzi, è complesso, non tanto perché è conflittuale, quanto perché la connessione sembra spesso impossibile. Abbattere il muro che l’adolescente costruisce diventa estremamente difficile. Forse anche perché i genitori sono sempre più incollati ai figli.
L’attitudine ad essere genitori più vicini, questa “simbiosi” è un qualcosa di sempre più presente. Al punto che parole come indipendenza e autonomia sembrano quasi aliene.
Secondo la psicologa «dobbiamo creare persone che si reggano da sole».
Ricerche condotte dall’Università di Torino mostrano come questo ipercontrollo genitoriale crei nei giovani uno stato di ansia costante. Il genitore sviluppa un vero e proprio bisogno psicologico di dominare eccessivamente ogni situazione, sostituendosi al figlio. Eppure, ogni progetto educativo dovrebbe avere come fine l’insegnare a fare da soli, “Aiutami a fare da solo” diceva Maria Montessori.

«Abbiamo un progetto educativo che spaventa i ragazzi», un progetto che non li mette nelle condizioni di attivarsi, ma li conduce piuttosto verso la passività, verso l’idea del “non posso farci niente”.

Laura Pigozzi riporta anche esempi concreti di ragazzi che rinunciano inconsapevolmente ai propri sogni, inseguendo la strada dei genitori. Si iscrivono a facoltà come Giurisprudenza, Economia o Ingegneria perché sono le stesse scelte compiute dai genitori ai loro tempi. In questo modo si alimenta una forma di manipolazione che, spesso, non è consapevole né dalla parte dello studente, né dalla parte del genitore.

La psicoanalista parla anche del meccanismo della ricompensa e afferma che «noi siamo nell’epoca della dipendenza». Esistono infatti molte forme di dipendenza: dal gioco, dalle droghe, dai rapporti tossici, ma anche dal successo immediato e dalla gratificazione continua. Viviamo in quella che può essere definita una civiltà dell’eccesso, in cui tutto deve essere disponibile subito e senza fatica.

Il problema, secondo questa prospettiva, è che il nostro modello educativo contribuisce a questa dinamica. Invece di aiutare i ragazzi a confrontarsi con l’attesa, la noia e con la frustrazione, l’educazione moderna tende a organizzare e strutturare ogni momento della loro vita, evitando loro qualsiasi forma di disagio. “Il vuoto” viene percepito come negativo: in realtà, la noia e il non sapere cosa fare, creano esperienze fondamentali per la crescita, perché permettono ai giovani di interrogarsi, di desiderare e di essere creativi.

Disturbare i ragazzi, nel senso positivo del termine, significa lasciarli sperimentare l’assenza di soluzioni immediate, dando loro lo spazio per costruire da soli il proprio modo di stare nel mondo. Senza queste esperienze, il rischio è formare individui passivi, dipendenti da continue ricompense esterne e incapaci di tollerare la mancanza.

La Montessori diceva: “Il primo istinto del bambino è di agire da solo senza l’aiuto altrui, ed il suo primo atto cosciente di indipendenza è di difendersi da coloro che cercano di aiutarlo.”

L’incontro si terrà in due date e sedi diverse: il 3 febbraio 2026 presso la Biblioteca Calvairate, dalle 17.30 alle 19, e il 24 febbraio 2026 a Baggio, dalle 20.30 alle 22.

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