EP.456, 16 dicembre. L’Università non è una gara, Velocipiedi e Buon Natale dall’Est

  • By Alice Lombardo
  • Aired on 16 Dicembre 2025
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EP.456, 16 dicembre. L'Università non è una gara, Velocipiedi e Buon Natale dall'Est
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Buongiorno Milanesissimi, come state?
Oggi abbiamo affrontato molti temi, Fabio inizia con la lettura di un articolo che ci teniamo a “ridimensionare”.
Ci riferiamo a: La laurea di Farwa, Cinque anni di legge fatti in due alla Bicocca di Milano. «Non posso perdere tempo»
Quello che ci piacerebbe discutere insieme non è l’oggettiva bravura di questa ragazza, quanto piuttosto l’uso, forse, troppo leggero di alcune parole come“tempo record”, “non posso perdere tempo”.
Attenzione, storie come queste sono senza dubbio straordinarie, ma il rischio che si corre è quello di trasformare un percorso individuale, frutto di un determinato contesto e scelte personali, in un modello competitivo da imitare per forza. La formazione non deve essere una gara a chi arriva primo, ma un percorso che tenga conto di tempi, personalità e del benessere di ciascuno.

Successivamente, come ogni martedì, ci siamo collegati con la nostra inviata di quartiere Giuseppina Rosco che ci ha parlato di alcune proposte interessanti:
Mercoledì 17 dicembre ore 17.30, se non sai che fare, La Casa di Quartiere Valvassori Peroni organizza unafesta di Natale per brindare assieme al ritmo della musica latino – americana.
Verso fine anno, sempre a La Casa di Quartiere, il 30 dicembre dalle 17.00 ci sarà una tombolata di fine anno accompagnata da animazione dal vivo e intrattenimento. Una bella occasione per festeggiare insieme!A Gorgonzola, dedicato alle ragazze e ai ragazzi delle Scuole medie c’èBiblio Book, un gruppo aperto dove ci si ritrova ogni primo martedì del mese alle 16:45 in biblioteca per parlare insieme di un libro scelto durante l’incontro precedente.Infine, a Busso ci sono una serie di proposte a tema Natale, tra le quali un Christmas Karaoke e una Tombolata Natalizia.

Giuseppina augura a tutti voi un buon S.Natale e con lei ci risentiamo il 13 gennaio!

Dopo Giuseppina, Alice (io) ha raggiunto Fabio e ha proposta il suo “Occhi di ragazza”.
“In questi giorni sono stata a casa con l’influenza.
E mentre mio cugino si laureava, io ero sul divano, con il telefono in mano, a scorrere la galleria.

Le foto fanno questo effetto strano: non ti riportano solo a un momento, ti riportano a come ti sentivi.

E così non ho pensato tanto alla laurea in sé,
quanto alla discussione.
All’ansia.
A quella sensazione enorme, schiacciante, che in quel momento mi sembrava insormontabile.

Eppure, ripensandoci oggi, mi accorgo di una cosa:
l’ansia a volte è anche bella.
Perché è lì che sai che puoi farcela.
Che puoi attraversarla.

Quel giorno io sono entrata, ho parlato,
ho portato il mio argomento.
Una tesi che ho scelto, scritto, difeso.
Un percorso che non è stato facile.

E sono uscita da lì pensando una cosa che non mi capita spesso di pensare:
sono fiera di me.

Ma la cosa più bella, se ci penso davvero,
non è stata nemmeno quella.

È stato mio fratello.

Mio fratello ha vent’anni.
È uno molto per le sue.
Viviamo nella stessa casa, ma spesso è come se avessimo due vite parallele
che si incrociano solo a cena.

Eppure, poco prima che io entrassi a discutere,
lui ha iniziato a canticchiare una canzone.

Così.
A caso.

In un inglese che non era inglese per niente.
Muoveva la testa, faceva lo scemo.

Ma io ho capito subito.

Era il suo modo per dirmi: ci sono.
Per calmarmi.
Per farmi ridere.

Per ricordarmi chi sono.

E quando è toccato a me,
mentre camminavo verso quella commissione,
avevo quella canzone in testa.

Me la canticchiavo.

E ho pensato:

Adesso entro e dico la mia. Davanti a tutti.
Perché questa è la mia tesi.
Questo è il mio percorso.
E io so chi sono.”

Concludiamo la puntata di oggi con un interessante intervento da parte di Gregory fondatore di Velocipiedi, un gruppo di giovani che ha deciso di occuparsi di mobilità parendo da come, ogni giorno, viviamo Milano.
Uno dei loro progetti più recenti si chiama TRAMsformaMi, un appello diventato petizione per ripensare seriamente il trasporto pubblico di superficie, a partire da un protagonista spesso dimenticato: il tram. Tra i punti principali ci parla di asservimento semaforico e ammodernamento dei sistemi informativi.
Oggi la velocità media dei tram milanesi è di 10km/h, sarebbe bello portarla almeno a 12km/h sembra un dettaglio tecnico, ma non lo è affatto. Sono minuti risparmiati ogni giorno, tempo restituito alle persone.

Gregory ci spiega che la sua non è una passione per la bici o per il tram, ma per il trasporto efficiente. E no, non è un’utopia. Città come Zurigo o Varsavia dimostrano che un sistema tranviario rapido e ben integrato può essere la spina dorsale della mobilità urbana.

Tra i punti chiave del progetto c’è anche la necessità di rivalutare la distanza tra le fermate, spesso troppo ravvicinate e di ridisegnare i tracciati pensando a come le persone si muovono davvero.
Qui entra in gioco un concetto affascinante: “i desire paths”, “i sentieri del desiderio”. Sono quei sentieri informali che nascono quando per andare da un punto A ad un punto B, le persone passano da un punto C per accorciare.

Abbiamo anche parlato di quelle persone che corrono sulle strisce pedonali, quasi chiedendo scusa alle auto, un gesto piccolo, ma che racconta tanto: Milano chiede ancora al pedone di andare più veloce, di avere fretta.

Una città dalla parte dei pedoni

Velocipiedi propone di ribaltare la prospettiva: dare più spazio alla priorità del tram, costruire reti ciclabili continue (come la proposta della REC) e soprattutto pensare alla città attorno a chi cammina.
Velocipiedi non è contro qualcuno. È una proposta pragmatica nata dall’osservazione quotidiana della città e da una domanda continua in testa: Milano può funzionare meglio di così?

La risposta per loro è assolutamente sì.
Per approfondire tutti i temi affrontati in studio, ascolta l’intervista intera e segui Velocipiedi sui social.

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